09 maggio 2008

Ancora sulle scuole giapponesi

Visto che era impossibile spiegare la scuola giapponese in un post (La scuola giapponese è rigida? ), volevo approfondire.
Prima, rispondo alle domande:
Da Marco-san,
>il capoclasse che ruolo ha? (dovrebbe essere diverso dal capo-comitato?) Ricordo che da noi l'insegnante nominava un/una capoclasse il cui compito era di scrivere sulla lavagna i nomi degli alunni disciplinati e indisciplinati (da una parte "i buoni" e dall'altra "i cattivi").

Il capoclasse viene scelto con votazione. Di solito due persone, un maschio e una femmina sono nominati per un anno o per un semestre. Sono anche i rappresentanti dell'unione della scuola. I due devono partecipare al comitato dei capiclasse ogni mese, dove si parlano dei problemi della scuola e decidono gli eventi scolastici (la festa della scuola, la gara sportiva e la gara musicale, ecc). I capiclasse si dedicano a realizzare le decisioni nella loro classe. Anche conducono le riunioni importanti nella classe. Ordinano il saluto quando l'insegnante entra nell'aula (quindi all'inizio della lezione) :"alzatevi", "inchinatevi", "sedetevi". Mentre quando la lezione finisce, ordina ai ragazzi "alzatevi" "inchinatevi".
Quando lo facevo io, l'altro collega era bravissimo con lo studio, ma era freddo e non cooperava. Sempre dovevo lavorare io. Però per questo i membri della classe mi aiutavano. Bei tempi....

Da 89-san,
>Io avevo letto che nelle scuole giapponesi gli studenti si sentono sotto pressione, poi che sono una massa rigidamente controllata, fanno molte ore di scuola e se fanno qualcosa di male vengono severamente puniti. Alla mattina devono riunirsi nel cortile della scuola per cantare l'inno nazionale.

Oggi come oggi i ragazzi giapponesi non studiano molte ore a scuola, i funzionari sotto il Ministero dell'Educazione finalmente si sono accorti che era una linea sbagliata.
Secondo la ricerca PISA (Programme for International Student Assessment) dell'OECD sui ragazzi di 15 anni, la posizione dei ragazzi giapponesi nella classifica internazionale è :
la matematica > nel 2000 1° posto, nel 2003 5° posto, nel 2006 10° posto tra 32 paesi.
la scientifica > nel 2000 2° posto, nel 2003 2° posto, nel 2006 5° posto tra 41 paesi.
la comprensione di lettura > nel 2000 8° posto, nel 2003 14° posto, nel 2006 15° posto tra 56 paesi.


Per mio parere, la scuola è oltre che per studiare, un posto per disciplinare perché i ragazzi possano vivere nel loro futuro, per cui certe cose giustamente devono accettarle. Se non imparano di tollerare le cose non favorevoli, di rinunciare alle cose che gli piacciono, non potranno confrontarsi con i problemi del futuro.
Sia l'individualismo che la collettività sono diversi tra la società giapponese e quella europea. Quindi immagino che certe regole della scuola giapponese sembrino rigide.
Negli ultimi anni gli "intellettuali" di sinistra giapponesi volevano la riforma scolastica, cioè più libertà ai ragazzi, più rispetto della personalità dei ragazzi.
Con il risultato che ora i ragazzi sono meno morali, chiedono più diritti. Prima di godere la libertà, devono disciplinarsi, secondo me.
Per quanto riguarda la punizione, quella "corporale", è proibita. Le punizioni non corporali (rimanere a scuola dopo la lezione. ecc) sono possibili, ma ormai è difficile farle perché spesso i genitori accusano la scuola e gli insegnanti.
L'inno nazionale...
In realtà durante la cerimonia cantano, ma non ogni mattina, né ogni settimana. Quello che mi ricordo io è nella cerimonia d'ammissione e del conferimento, nella cerimonia dell'inizio e della fine del semestre scolastico. Cantano più spesso l'inno della scuola, unico per ogni scuola.


La cerimonia d'amissione di questo anno, la scuola media AOI a Okazaki.

Un giorno scriverò sugli insegnanti giapponesi. Mataneeeee.

Lana

3 commenti:

  1. Sempre colpa di questi " intellettuali di sinistra ".
    Lo confermano anche i dati che ci hai riportato, la libertà gratuita porta solo alla perdizione.
    Se il metodo giapponese fosse introdotto anche solo in minima parte qui in Italia pemso che scoppierebbe un nuova "rivoluzione francese" guidata però dai soliti intellettuali di sinistra, i primi ai quali non frega niente.
    Giulio

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  2. Grazie per la risposta Lana(^_~)
    Il capoclasse giapponese combacia, per una parte (non del tutto), con il nostro rappresentante di classe che abbiamo pero' solo alle scuole superiori. Invidio i tuoi compagni di classe che ti hanno avuta come capoclasse(^_~)
    Come Giulio penso che da noi ci sia un concetto distorto di liberta' (egoismo?). Come si evince un po' dal post di Lana, fin dalla scuola, in Giappone, si tiene in considerazione anche "l'altro" e il tutto sfocia in una societa' rispettosa delle esigenze della collettivita' (forse anche troppo). In Italia e' cosi'?
    Marco

    P.S.: Ho provato ad usare le emoticons giapponesi, spero di non essermi sbagliato:(^_~) dovrebbe corrispondere a ;-)

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  3. be in effetti si potrebbe cambiare qualcosa qui in Italia(parecchio) però fra 3 anni quando avrò finito io la scuola ! hehe

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